"I primi farmaci efficaci sulla leucemia infantile vennero
introdotti in terapia negli anni Quaranta dopo studi su
pazienti umani. Questi farmaci non furono sperimentati su
modelli animali di leucemia finchè non venne
dimostrata la loro utilità nell'uomo. Uno di questi
farmaci, il metotrexate, è tuttora importante nel
trattamento della leucemia infantile e di altre forme di
cancro"
Animal experiments: the facts, opuscolo della
National Anti Vivisection Society
L'idea di trattare il cancro con farmaci capaci di
distruggere le cellule maligne derivò da studi
effettuati sulle "mostarde azotate" presso
l'Università di Yale su incarico dell' Office of
Scientific Research and Development americano. Questo ente
era molto interessato allo studio delle "mostarde azotate"
nel 1942, dal momento che si temevano i possibili impieghi
bellici di queste sostanze come agenti per la guerra
chimica.
Esperimenti su topi e conigli avevano mostrato che le
mostarde azotate producevano un rapido calo dei globuli
bianchi nel sangue. Dal momento che questo suggeriva un
effetto citotossico su cellule in rapida proliferazione,
queste sostanze vennero testate su topi affetti da tumori
sperimentali. Le neoplasie regredirono, e questo condusse
all'impiego dei farmaci su pazienti con linfomi e
leucemie(1,2).
L'impiego del metotrexate scaturì dall'osservazione che alcuni analoghi dell'acido folico erano in grado di inibire la crescita dei tumori della mammella e dei sarcomi nei topi(3). Di conseguenza, due derivati (la teropterina e la diopterina) furono sperimentati sull'uomo con risultati incoraggianti nel 1947 da Farber(4). L'autore dichiarava nella sua pubblicazione: "La nostra decisione di impiegare questi composti su pazienti affetti da neoplasie maligne si è basata sull'analisi critica dei dati riportati nei lavori sperimentali citati di Lewisohn e collaboratori".
Vennero dunque sintetizzati simili altri derivati dell'acido folico, che dimostrarono di agire come antagonisti dei folati. Il metotrexate, o acido N-(4-(((2,4-diamino-6-pterinil)metil)metilamino)benzoil)-L-glutamico fu uno di questi composti sintetici che dimostrò una potente azione come antifolato quando venne testato sui topi nel 1949 (5), producendo una caduta del livello di globuli bianchi nel sangue, reversibile con la somministrazione di acido folico. In quello stesso anno un altro lavoro dimostrò che prolungava la sopravvivenza dei topi affetti da leucemia(6), e venne utilizzato da Farber su alcuni bambini per la terapia della leucemia infantile(7). In una nota a questo lavoro del 1949 Farber onorò la memoria del chimico Dr. SubbaRow, allora recentemente scomparso, che aveva sintetizzato i derivati dell'acido folico che Farber aveva utilizzato clinicamente. Egli scrisse: "L'attuale piano di ricerca sulla attività degli antifolati segue la linea tracciata con il Dr. SubbaRow nella primavera del 1947. Esso consiste essenzialmente nello studio su animali di laboratorio e su pazienti con varie forme di neoplasie incurabili di questa classe di composti, alla ricerca di quello più efficace e meno tossico degli altri precedentemente utilizzati" È chiaro che le osservazioni sugli animali di laboratorio sono state cruciali per lo sviluppo dei primi farmaci chemioterapici efficaci. Chi suggerisce altrimenti, in mala fede o per ignoranza dei fatti, fa solo disinformazione.