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Armi, acciaio e malattie
di Jared Diamond
Giulio Einaudi editore, Torino 1998
ISBN 88-06-15619-5
La "civiltà occidentale" che attualmente
domina il pianeta con la sua economia, la sua
cultura, la sua organizzazione sociale, è il
risultato di una qualche forma di
"superiorità" rispetto alle altre
società umane, è un mero frutto del
caso, oppure è il risultato non occasionale di
precisi fattori geografici ed ambientali? L'ambizione
del libro, che vuole illustrare una "breve storia del
mondo negli ultimi tredicimila anni" sembra fin
troppo ardita; eppure la sua lettura mostra
chiaramente come i tempi delle tappe della evoluzione
delle società (l'agricoltura, la
domesticazione degli animali e l'impiego della
tecnologia) siano dipesi in ultima analisi da
questioni come il clima e la disponibilità di
risorse, dalle quali, in una sequenza di avvenimenti
che si è ripetuta molte volte in tempi e
luoghi differenti si sono sviluppate società
stanziali sempre più complesse, meglio
organizzate e "potenti". In definitiva la attuale
tendenza alla "globalizzazione" della civiltà
occidentale non è che il risultato finale del
vantaggio accumulato lungo il corso della storia dai
discendenti dei primitivi abitanti della "mezzaluna
fertile", vantaggio che non è dipeso da una
presunta superiorità razziale, culturale o
simili, quanto piuttosto da una iniziale disponibilità di risorse ambientali e di fattori geografici che hanno consentito la formazione di una società ricca, capace di sfamare una comunità affollata con tecnologie progressivamente sempre più efficaci.
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