C'è bisogno di fare divulgazione scientifica? In Italia la cultura scientifica è percepita in modo distorto tanto dalla gente comune che dalla classe dirigente del paese. Quello che se ne coglie è l'aspetto "tecnico", utilitaristico, che fa uso di strumenti che in realtà hanno una efficacia "magica", che non viene veramente compresa. Capire "perché" la tecnologia funziona è già un passo avanti per comprendere razionalmente il mondo che ci circonda, ma non basta. Quello che conta è rendersi conto delle profonde implicazioni esistenziali che una vera comprensione della conoscenza e dei metodi di conoscenza scientifica comporta. E forse anche il minuscolo contributo che puoi leggere in questo sito può aiutare a fare un piccolo passo nella direzione giusta; in alternativa, nomi illustri del mondo scientifico italiano hanno firmato un manifesto che fotografa il triste stato della cultura e della informazione scientifica in Italia e rivendica una nuova e consapevole dignità e libertà per la Scienza.
Sul Web esistono moltissimi siti ove gli attivisti dei
movimenti cosiddetti "antivivisezionisti", animalisti ed
ecologisti fanno sentire la loro voce, pretendendo la
completa abolizione di ogni forma di sperimentazione sugli
animali. Sulla rete è anche possibile trovare molti
riferimenti a
istituzioni scientifiche, mediche, universitarie, ove
è possibile reperire documenti ove si discute la
validità etica e scientifica dell'impiego degli
animali nella ricerca biomedica e si forniscono
informazioni sulla sperimentazione animale. Per moltissimo
tempo, tuttavia, il Web ha brillato per la completa assenza
di documenti in lingua italiana che divulgassero e
spiegassero le ragioni della Scienza. Tuttora, di fronte al
fondamentalismo degli animalisti, si ergono ben poche voci
a fornire una comunicazione razionale e non emotiva su
questo dibattuto argomento. E così, dopo molti anni
di confronti con le tesi degli animalisti, ho deciso di
dare un mio piccolo contributo al dibattito: qui potrete
leggere alcune delle giustificazioni in base alle quali i
ricercatori e gli scienziati di tutto il mondo non
ritengono di poter abbandonare completamente la
sperimentazione sugli animali.
Potete consultare tre documenti: il primo ha una impostazione
prevalentemente etica, mentre il secondo esamina la questione
da un punto di vista più prettamente scientifico.
C'è anche un terzo
documento che esemplifica il quadro -per la
verità desolante- delle discussioni con gli
animalisti. Siete liberi di riprodurre interamente o
parzialmente il contenuto di tali documenti, e di
diffonderlo come e quando meglio credete, a condizione di
citare sempre la fonte e l'Autore.
La lotta contro la "vivisezione" spesso si trasforma, per
gli animalisti, in una guerra contro la farmacologia,
accusata di aver provocato, in luogo di benefici per
l'umanità, morte e sofferenze. Esiste una vera e
propria "mitologia" degli
animalisti, che diffondono false leggende sui farmaci e la
ricerca farmaceutica.
Recentemente abbiamo avuto modo di leggere anche
riflessioni più pacate sull'argomento. Si tratta pur
sempre di tesi animaliste, sebbene "travestite" in modo da
simulare equidistanza tra gli argomenti degli
antivivisezionisti e la realtà della ricerca
scientifica. Poichè in più di un punto tali
documenti si riferiscono direttamente o indirettamente ai
miei scritti pubblicati su questo sito, ho ritenuto di
dedicare qui uno spazio ad un
commento.
Le cure "dolci" sono molto in voga. Ci si può
chiedere perché, e leggere qualche opinione al riguardo, ma forse la
domanda da fare è un'altra: sono veramente efficaci?
Su quali presupposti si basano?
Potete consultare un esauriente articolo sulla omeopatia dei professori Giovanni
Federspil e Cesare Scandellari, della Facoltà di
Medicina dell'Università di Padova, che hanno
gentilmente acconsentito alla riproduzione su questo sito
di un loro scritto, originariamente pubblicato sulla
rivista "Federazione Medica", organo della Federazione
Nazionale degli Ordini dei Medici. In questo magistrale ed
interessantissimo articolo l'omeopatia è esposta in
quelle che sono le sue origini, le sue teorie, i suoi
presupposti, i suoi metodi, ed analizzata e valutata in
dettaglio.
Potete anche leggere la vera storia della memoria dell'acqua, un vecchio "cavallo di
battaglia" dei sostenitori dell'omeopatia.
Una ricca serie di documenti
critici sull'omeopatia può essere reperita sul
sito del CICAP, che creato un vero e proprio punto di
riferimento sull'argomento.
Spesso ci si rivolge alla fitoterapia, ritenendo che le cure
con le erbe "naturali" siano efficaci e poco o nulla
dannose; ma è proprio così? Ad esempio,
è certo che una panacea frequentemente propagandata
sulla rete, l'Aloe vera, può
avere effetti tutt'altro che benefici.
Dell'argomento si è occupata anche una
trasmissione televisiva
del canale satellitare Sky TG-24, MiaEconomia Week, che nella puntata del
giorno 8 maggio 2005 si è occupata di erbe, tisane e medicine naturali.
È possibile guardare una registrazione del programma.
Un'altra disciplina "di moda" è l'osteopatia, per la quale sono
disponibili anche collegamenti a siti in
lingua inglese. Per chi volesse, è possibile
approfondire sulla rete quelli che sono i più
recenti orientamenti della
medicina in tema di efficacia. Oppure si può leggere
qualche libro.
Le possibili scelte di lettura, anche limitandosi al campo
della divulgazione scientifica, sono vastissime. Qui
non ti consiglierò i migliori libri pubblicati,
quelli più interessanti e belli, quelli più
importanti che non possono mancare nella tua biblioteca.
Semplicemente ti consiglierò alcuni dei miei
libri, quelli che ho letto e ritengo meritevoli di
segnalazione su questo sito, senza nessuna pretesa di
esaurire tutte le possibili proposte avanzate sul mercato
editoriale.
È possibile che tra le mie scelte ci siano libri
effettivamente importanti, che una persona appena
interessata a questi temi non dovrebbe mancare di leggere.
Ma lascerò che sia tu a giudicare. Dunque, se vuoi,
entra nella mia piccola biblioteca.
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